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Il dito a scatto, anche detto tenosinovite stenosante, è un disturbo in cui una delle dita della mano rimane bloccata in posizione piegata e poi si raddrizza improvvisamente con uno scatto, un po’ come un grilletto. Questo in molti casi si accompagna al dolore. Il dito a scatto è causato dall’infiammazione della guaina del tendine e dalla conseguente difficoltà di passaggio all’interno del canale digitale in cui deve muoversi durante i movimenti del dito.

Se la tenosinovia si infiamma frequentemente o per lunghi periodi, lo spazio all’interno delle pulegge che circondano il tendine si restringe. Il tendine, quindi, non riesce a scorrere, e il dito rimane bloccato in posizione piegata prima di raddrizzarsi con uno scatto.  Lo scatto, di norma, è più pronunciato al mattino, oppure quando si afferra saldamente qualcosa o quando si estende il dito. Ad ogni scatto, il tendine si irrita e si infiamma sempre più, peggiorando ulteriormente il problema. Se l’infiammazione è prolungata, si possono formare cicatrici, ispessimenti (fibrosi) e gonfiori (noduli).

Tra i fattori di rischio per il dito a scatto ricordiamo: movimenti di presa ripetuti. Problemi di salute generale tra cui l’artrite reumatoide, ildiabete, l’ipotiroidismo, l’amiloidosi e determinate infezioni, come latubercolosi.

La diagnosi in genere è clinica

Il trattamento varia in funzione della gravità. In genere è bene approcciarsi alla patologia con il trattamento conservativo. La fisioterapia può intervenire sul dito a scatto con l’utilizzo di tutori, il primo obiettivo è infatti quello di evitare che il tendine continui a scattare, aumentando in tale modo il suo stato di alterazione. Si possono utilizzare tutori in termoplastica su misura che vengono adattati al singolo dito cercando di garantire uno stile di vita adeguiato nonostante la necessità di limitare la funzione del dito coinvolto.

Si possono utilizzare terapie fisiche come:

Possono rivelarsi utili terapie manuali come la manipolazione fasciale o il dryneedling.

Corticosteroidi: le infiltrazioni di cortisone nella guaina del tendine si possono effetuare da sole, ma risultano più efficaci se associate al riposo con un tutore e a terapie fisiche.

Trattamento chirurgico

La chirurgia può essere consigliata se i sintomi sono gravi o se non migliorano dopo un congruo periodo di tempo in seguito alle altre più semplici terapie non chirurgiche descritte in precedenza.

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