Osteoporosi

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Malattia caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, che portano a un aumento della fragilità dell’osso e al conseguente incremento del rischio di fratture.

La perdita ossea che si osserva nell’anziano può essere di tre tipi:

  • normale, nella quale la densità ossea non si discosta più di 1 DS dal valore medio dei giovani adulti;
  • osteopenica, nella quale la densità ossea è compresa tra 1 e 2,5DS al di sotto di tale valore;
  • osteoporotica, nella quale la densità ossea ha un valore > 2,5 DS al di sotto della media osservata nei giovani adulti.

La massa ossea ridotta, la perdita ossea rapida e l’aumento del rischio di fratture sono correlati con l’alta velocità del ricambio osseo (cioè, riassorbimento e neoformazione). Nell’osteoporosi, presumibilmente, il tasso di formazione dell’osso non è sufficiente a compensare il tasso di riassorbimento e a mantenere l’integrità strutturale dello scheletro.

I principali fattori di rischio per l’osteoporosi sono: età avanzata, sesso femminile, razza bianca o asiatica, familiarità per osteoporosi e corporatura esile. Altri fattori di rischio comprendono: riduzione dell’esposizione agli estrogeni nel corso della vita, basso apporto di calcio, stile di vita sedentario e fumo di sigaretta.

L’osteoporosi è stata definita una malattia silente perchè, finchè non si verifica una frattura, il paziente non ha sintomi.

Fratture

Le fratture osteoporotiche interessano frequentemente l’anca, perchè gli anziani tendono a cadere lateralmente o all’indietro, atterrando su questa articolazione. Le persone più giovani e più agili, invece, tendono a cadere in avanti, atterrando con il polso proteso e procurandosi così unafrattura della porzione distale del radio. All’osteoporosi sono associate anche altre fratture delle estremità e della pelvi e le fratture vertebrali, ma non le fratture della testa e del volto.

La densitometria ossea è l’unica metodica con la quale si può diagnosticare o confermare la presenza di osteoporosi, in assenza di fratture. La National Osteoporosis Foundation raccomanda che la densitometria venga eseguita di routine in tutte le donne con > 65 anni, particolarmente se hanno uno o più fattori di rischio.

Prevenzione

La prevenzione delle fratture osteoporotiche è di importanza cruciale per evitare un fenomeno epidemico molto dispendioso e ubiquitario. È necessario sviluppare programmi di prevenzione destinati ai pazienti a rischio e a quelli con osteoporosi già diagnosticata. Gli approcci terapeutici comprendono l’apporto adeguato di calcio e di vitamina D, l’esecuzione regolare di esercizi fisici sotto carico e di altri provvedimenti volti a ridurre al minimo il rischio di cadute, l’astensione dal fumo e il mantenimento di un buono stato di nutrizione generale.

  • Esercizio fisico: il miglioramento dell’equilibrio e della forza muscolare riduce la probabilità di cadute e migliora le condizioni cardiovascolari.
  • Magnetoterapia: una metodica tradizionale, non invasiva, particolarmente indicata per rallentare il processo di diminuzione della densità ossea innescato dall’osteoporosi.

Magnetoterapia

La Magnetoterapia può essere applicata in modo mirato, concentrando l’applicazione su particolari distretti anatomici, o in modo totale, sottoponendo l’intero organismo all’azione benefica dei campi magnetici pulsati.

La Magnetoterapia totale, viene impiegata per la stimolazione del riequilibrio dell’intero metabolismo e può favorire il rallentamento della perdita di sostanza minerale ossea dovuta all’osteoporosi.

La Magnetoterapia è efficace perchè i campi magnetici pulsati (PEMF) interagiscono con le strutture cellulari, favorendo il recupero delle condizioni fisiologiche di equilibrio.

Agiscono sulle membrane cellulari favorendo lo scambio ionico tra i due lati della membrana. Questo porta a ripristinare il corretto potenziale transmembrana che è fondamentale per assicurare l’apporto di nutrienti all’interno della cellula.

In più i campi magnetici pulsati hanno un particolare effetto di stimolazione della migrazione degli ioni Calcio all’interno dei tessuti ossei, che è in grado di indurre il consolidamento della massa ossea e favorire la riparazione delle fratture.

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