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La tendinopatia calcifica è una causa molto comune di dolore alla spalla nella popolazione adulta e si presenta tipicamente con un dolore intensissimo senza nessuna giustificazione apparente. Nonostante la sua presentazione drammatica che compromette talvolta anche le attività più semplici. Il tendine più spesso coinvolto è il sopraspinato. Sono state ipotizzate diverse teorie sull’origine della patologia, sembra che una situazione di sovraccarico continuo della spalla o l’infiammazione cronica del tendine possano essere tra le cause.

Una certa correlazione è stata trovata con l’ipotiroidismo, senza però che vi sia un’associazione esclusiva con questa disfunzione endocrina. Secondo la teoria patogenetica largamente accettata la formazione del deposito di calcio segue tre fasi ben distinte.

  1. Una pre-calcifica in cui c’è un’involuzione fibrosa del tendine con probabilmente un ridotto apporto di sangue al tendine.
  2. Segue una fase calcifica in cui la cicatrice viene sostituita da sali di calcio: in questa fase si riconoscono un primo momento di deposizione di calcio, un momento di riposo, un ultimo momento di riassorbimento.
  3. Segue una fase post-calcifica di riparazione del tendine.

Non c’è una regola che stabilisce la durata del processo, ma spesso la fase più dolorosa è quella del riassorbimento.

La tendinopatia calcifica non è grave, è poco prevedibile nel suo andamento e si risolve spontaneamente prima o poi. Nessun trattamento è obbligatorio nella tendinite calcifica della spalla. Lo scopo della terapia è ridurre il dolore ed evitare un danno troppo elevato al tendine in cui la calcificazione si sviluppa.

Trattamento

Onde d’urto: si tratta di bombardare la calcificazione meccanicamente dall’eserno del nostro corpo, focalizzando l’azione sul punto della calcificazione in modo da favorirne la frammentazione e il riassorbimento. Il vantaggio facilmente intuibile è la non invasività della procedura e un elevato livello di efficacia negli studi clinici pubblicati.

In alcuni casi si rende necessario l’intervento dell’ortopedico, che può optare per un lavaggio eco-guidato o per l’asportazione in artroscopia.Insieme si sceglierà il trattamento più opportuno: se è presente una calcificazione in fase dolente, il più delle volte è possibile aspirarla con un lavaggio ecoguidato risolvendo in una sola seduta il problema.

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